Le antiche foreste del Goceano e del Marghine

Nelle sub-regioni storiche sarde del Marghine e del Goceano sorge un’importantissima area dal punto di vista naturalistico, con un patrimonio boschivo senza eguali in tutta la Sardegna. 

Questa zona, divenuta ZPS (zona di protezione speciale), comprende le foreste demaniali del Goceano, amministrativamente ricomprese in una porzione di territorio dei comuni di Bultei, Anela, Bono, Bottida, Burgos, Esporlatu e Illorai, che sfiorano i 4500 ettari di estensione ai quali si aggiungono parti di territorio dei diversi comuni del Marghine tra cui si segnalano Bolotana, Bortigali, Lei, Silanus, Birori e Macomer, per un totale di oltre 35.000 ettari.

L'importanza naturalistica di questo territorio è ampiamente dimostrata dalla presenza di aree considerate di "rilevante interesse naturalistico" (aree RIN) e “siti d’importanza comunitaria” (aree SIC) che dovrebbero in futuro dar vita al Parco Regionale del Marghine-Goceano

Foto di A. Chiaramida - www.sardegnaambiente.it

Tra tutte le varie formazioni boschive è doveroso segnalare alcuni boschi di notevole interesse naturalistico. Spicca su tutti la stupenda foresta di Taxus baccata di Sos Nibberos, la foresta di tassi più grande d’Italia, dichiarata Monumento Naturale dall'Assessorato della Difesa dell'Ambiente della Regione Sardegna già nel 1994. Qui si possono ammirare alcuni alberi millenari che raggiungono e superano i quindici metri d’altezza, con un fusto che ha il diametro di un metro.

Altre aree degne di nota sono la foresta di Monte Pisanu, quella di Fiorentini, di Monte Masiennera, la foresta di Burgos, quella di Monte Rasu e il bosco di lecci di Sa Fraigada. 
Ma soprattutto è di assoluta importanza il bosco misto di leccio e roverella di Sa Cariasa nel territorio di Illorai, importantissimo da un punto di vista scientifico, perché è l'unica foresta che non ha risentito dell'intervento antropico (si tratta di un bosco a fustaia) e inoltre perché sono presenti roverelle di dimensioni davvero inusuali: si trova infatti qui l'albero di roverella più grande finora censito.

A sud, sconfinando nella subregione del Marghine non si può non rimanere colpiti dalla foresta di Badde Salighes, nel territorio di Bolotana; quest’angolo incontaminato di Sardegna è un vero e proprio giardino variegato, dove sono presenti una quantità incredibile di specie arboree esotiche. 

Al centro di questa immensa oasi, sorge come per magia la stupenda Villa Piercy, una villa, ristrutturata di recente e tornata al suo antico splendore, costruita dall’ingegnere gallese Benjamin Piercy e sua dimora per diversi anni, oggi aperta al pubblico e gestita della Cooperativa P.Ass.I.Flora Ambiente.

I complessi forestali presenti nella vasta area della Catena del Marghine-Goceano presentano, come accennato, una varietà arborea davvero considerevole.
 

Domina quasi dappertutto la roverella, ma sono molto diffusi anche il leccio, l’acero minore e la quercia. Nei secoli scorsi, inoltre, sono state impiantate a scopo sperimentale, alcune specie arboree non autoctone tra cui il castagno, il faggio, la tuia, l’abete, il cedro, il cipresso dell’Arizona, il pino americano e la sequoia. Tutte queste specie si sono adattate perfettamente all’habitat locale e insieme alle altre si estendono su un territorio vasto 36.782 ettari, formando uno dei maggiori e complessi sistemi floristici dell’intero bacino del Mediterraneo.

Inoltre sono presenti un po’ ovunque, il bagolaro, il sambuco, il rovo, la vitalba, il cisto, l’erica, l’elicriso, e un’infinità di felci e piante aromatiche.

Oltre all'aspetto naturalistico non si può non sottolineare l’importanza dell’area anche da un punto di vista archeologico. Si contano in tutta la zona ben centotrentacinque nuraghi, (praticamente un nuraghe ogni 2,6 kmq circa) e una dozzina di domus de janas

La presenza di così tanti siti archeologici di epoca nuragica e prenuragica è dovuta al fatto che quest’area, fin dai tempi remoti, grazie alla sua posizione strategica, alla sua geomorfologia caratterizzata da modesti rilievi, diverse vallate, buone vie naturali, un’invidiabile ricchezza di acque e la presenza di terreni fertilissimi, si prestava benissimo sia all’agricoltura che alla pastorizia e offriva tutte le risorse utili e indispensabili alle popolazioni che col tempo si sono stanziate e sono proliferate.

01 May 2016

Mauro Cuccu
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