Giuseppe Dessì

Suggestioni di una Sardegna che non c'è più

É possibile esplorare la Sardegna attraverso le opere di grandi autori, sardi e stranieri. Ognuno di loro racconterà di un'Isola speciale (Lawrence, Vittorini, Wagner, Levi, Edwardes, Valery, Tyndale, per citarne alcuni) e sofferta (ugualmente reale, romanzata e suggestiva, come quella narrata dai grandi scrittori sardi).


Giuseppe Dessì è uno degli autori sardi che ha maggiormente incarnato questa secondo modo di descrivere l’Isola. 
La sua è una Sardegna autentica, dimessa, fatta di riti quotidiani. Una terra allo stesso tempo arcaica, capace di forti passioni e contrasti. Dessì è uno scrittore molto amato, non solo per la sua onestà intellettuale e per la sua grandezza letteraria, ma anche perché è riuscito a rappresentare bene, il sentimento di eterno amore e odio dei sardi per la propria terra.

Nei romanzi e nei racconti di Dessì, da Il Disertore a San Silvano, da La sposa in città a La ballerina di carta, da Lei era l’acqua a Paese d’ombre, quest’ultimo suo grande capolavoro, premio Strega nel 1972 e caposaldo dell’intera letteratura sarda, troviamo, in tinte più o meno marcate, il tema della solitudine e il carattere più genuino, schietto e sincero di questa terra.

Aspra, dura, con i suoi temporali improvvisi e le sue lunghe siccità, con le sue ancestrali superstizioni ed i suoi eterni lutti, con i suoi paesaggi sconfinati, gli odi celebrati come virtù, le proverbiali vendette, il segreto mondo casalingo della donna, il solitario mondo pastorale dell’uomo, gli amori grandissimi e le grandissime attese.


Leggere il capolavoro di Dessì,Paese d’ombre, è come scaraventarsi in un mondo dove tutto questo si alterna. Si ha la viva percezione di amare un piccolo universo che non esiste più, per cui si ha l’inconscio desiderio di mantenerlo in vita. Soprattutto in questo romanzo c’è tutto di una vita: l’amore, la morte, la gioia, il dolore, il coraggio, la paura. Dessì tesse una trama raffinata e fa di questo suo romanzo storico il suo lascito più prezioso.


Un paese immortale che vive perennemente nel ricordo. Raccontare la storia di una famiglia sullo sfondo della più vasta storia del paese, dell’Isola e della nazione è un progetto che ha precedenti famosi e Paese d’ombre è uno straordinario romanzo storico. L’epopea di una famiglia e di un piccolo paese colta in tutta la sua limpidezza e centralità, perché come c’insegna Dessì, in una sua affermazione molto spinoziana, “ogni punto del mondo è anche il centro del mondo”.


A quasi quarant’anni dalla sua scomparsa l’insegnamento di Dessì è di grande attualità per i sardi. La visione che aveva della sua Isola, posta al centro della propria esistenza, assume una collocazione ancora più profonda nel difficile contesto odierno:  “noi sardi abbiamo un modo balordo di amare la nostra terra, come se l’avessimo già perduta o come se la dovessimo perdere fatalmente”.

01 febbraio 2016

Mauro Cuccu
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