La chiesa monumentale del Santo Sepolcro

La chiesa del Santo Sepolcro, risalente secondo documenti ufficiali al 1564, è una chiesa monumentale ubicata nella parte alta del quartiere Marina, nel centro di Cagliari.
Per via degli elementi di notevole fascino e interesse che custodisce, è una delle chiese più visitate e conosciute dell’intera città.

Una volta entrati al suo interno colpisce subito la grande cappella dedicata alla Beata Vergine della Pietà, col suo altare in legno dorato, fatto costruire dal viceré spagnolo Antonio Lopez de Ayala e che può essere considerato uno dei più pregevoli esempi di arte barocca a Cagliari.

Anche le altre cappelle ospitano interessanti arredi e opere d'arte come per esempio un altro altare settecentesco dai marmi policromi e dalla parte superiore in legno dorato, la statua della Vergine dormiente e un crocifisso ligneo settecentesco, noto come il Cristo nero, per via di un atto vandalico che lo ha in parte danneggiato, risalente agli anni ’70 del secolo scorso.

Altro aspetto degno di nota è senz’altro un ritrovamento fatto di recente, nella parte retrostante l’altare principale. Qui infatti è stata riportata alla luce quella che si pensa essere, con molta probabilità, una fonte battesimale risalente al periodo paleocristiano. Consiste in una vasca circolare, del diametro di oltre due metri e profonda un metro, interamente scavata sulla roccia, con alcuni gradini che ne facilitano la discesa al suo interno. 

Ma forse l’aspetto di maggior fascino presente nella chiesa del Santo Sepolcro è la cripta. Al centro della chiesa, una scala conduce in un ambiente sotterraneo: una vera e propria camera funeraria contraddistinta da due stanze, in una delle quali è presente un altare per le funzioni religiose. 

La cripta, in parte scavata sulla roccia, risale alla fine del 1600 e presenta sulle pareti laterali una serie di drappeggi funebri di color bianco su uno sfondo nero.

Al centro della volta colpisce una grande effigie della morte, rappresentata come uno scheletro che porta corona e mantello e che regge nella mano destra la proverbiale falce su cui campeggia l’eloquente scritta nemini parco, ovvero “non risparmio nessuno”. In questo luogo oggi così suggestivo, una confraternita fondata in concomitanza con la nascita della chiesa, nel lontano 1564, si prefiggeva il compito di dare una degna sepoltura a tutte le persone povere, sole e abbandonate.

La chiesa è visitabile tutti i giorni dalle ore 9.00 alle 13.00 e dalle 17.00 alle 20.00.

01 aprile 2016

Mauro Cuccu
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