Sas dies imprestadas

La leggenda di gennaio e del generoso mese di febbraio

Alcuni sostengono che i primi dodici giorni del mese di gennaio siano rivelatori del clima di tutti i dodici mesi dell’anno. Altri, invece, per stabilire la reale situazione meteorologica annuale, si attengono ad altre leggende popolari, tra le quali spicca quella riguardante i giorni più freddi dell’anno, ossia il 30 e 31 gennaio.

I racconti tra la gente fanno sì che gennaio diventi protagonista ufficiale e febbraio protagonista involontario di quella leggenda dal titolo sardo alquanto singolare, "Sas dies imprestadas" (Le giornate in prestito), che altro non è se non una fantasia regionale, diffusa un po’ in tutta Italia. Secondo la narrazione tradizionale, il pastore era felice per la presenza di un clima gradevole per l’intero mese di gennaio e ringraziò, poiché, essendo giunto il 29 del mese, ormai quel periodo era arrivato al capolinea e si poteva pensare positivamente al resto dell’anno.

Foto di C. Vincis
Foto di C. Vincis

Ma gennaio, sentendo quelle parole, decise di punirlo e chiese un valido supporto al suo amico febbraio. La richiesta concerneva un prestito di due giorni, che potessero essere aggiunti al primo mese dell’anno, generando così tanto freddo, causato dalla presenza massiccia di neve e gelo. Questa situazione provocò gravi danni al pastore, che, sfortunatamente, vide morire le sue pecore.

«Non svegliare il can che dorme!», questo si esprime nel famoso modo di dire, perché non si sa mai quale possa essere la reazione della parte offesa.

 

01 luglio 2016

Sara Atzori
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