Urtaddala, la jana del telaio d'oro

La leggenda del tesoro di Gorropu

Tra Orgosolo e Urzulei si estende la gola di Gorropu che con i suoi cinquecento metri d'altezza vanta il primato di essere il canyon più profondo d'Europa.
Una leggenda racconta che in quel luogo vivesse Urtaddala, una jana di una bellezza ineguagliabile.

Ogni mattina usciva da una grotta segreta per raggiungere una radura circondata da un bosco di lecci.

Qui sedeva su uno sgabello d'oro e si metteva a tessere stoffe di lana impalpabile su un telaio anch'esso d'oro.

Con sé portava un cagnolino che abbaiava tre volte quando qualcuno si avvicinava e, a quell'avvertimento, Urtaddala, raccoglieva rapidamente le sue cose e spariva.

Talvolta i pastori la vedevano cavalcare in lontananza attraverso boschi e valli in groppa a un cavallo bianco, così lucido da sembrare d'argento.

Graphics by J. Bauer
Graphics by J. Bauer

Quando provavano a seguirne le tracce si confondevano, perché le orme del cavallo indicavano una direzione diversa da quella verso cui era stata vista dirigersi.

La jana, infatti, ferrava astutamente gli zoccoli del cavallo al contrario.

Numerosi erano stati gli avvistamenti all'alba nella zona detta de s'Ascusorju (il tesoro) dove spariva e non la si vedeva più fino al tramonto.

I pastori avevano sempre sentito parlare di un immenso tesoro portato dall'Oriente e nascosto nei pressi della Pischin'e Urtaddala, uno specchio d'acqua ritenuto un pozzo senza fondo, ma sapevano che solo un'anima innocente avrebbe potuto trovarlo.

Un giorno due pastori, decisi a scovare le immense ricchezze celate a Gorropu, portarono nel loro ovile i loro due bimbi di sette e otto anni.

Prima dell'alba li svegliarono per condurli nella zona de s'Ascusorju, insieme a un agnellino e a un capretto candidi come la neve, raccomandando loro di non temere, qualunque cosa avessero veduto.

«Se doveste incontrare una bella signora donatele l'agnello e il capretto e chiedetele in cambio il suo telaio d'oro».

Detto ciò abbandonarono i bimbi nel bosco.  

I bambini giocarono a lungo con le bestiole, finché non comparve il cagnolino della jana che anziché abbaiare, prese a giocare con loro.

Presto comparve anche Urtaddala e i bambini restarono abbagliati dalla sua bellezza. Era alta, tutta bianca e, nonostante avesse il viso fresco di una fanciulla, anche i suoi capelli erano bianchi. In cima alla fronte un gioiello brillava come una stella.

Incantati, non si dimenticarono però della loro missione, ma la jana rispose loro «Se solo toccaste il telaio, questo si trasformerebbe immediatamente in un telaio di legno.

Vi darò, però, qualcos'altro» Scomparve per un istante e tornò con una pentola colma di monete d'oro, raccomandando loro di non dire a nessuno come le avessero avute.

Prese con sé l'agnello e il capretto, seguita dal cagnolino e, da quel giorno, nessuno la vide più.

01 ottobre 2016

Paola Angelotti
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