L’area Marina protetta di Capo Caccia – Isola Piana

Foto di M. Cuccu

Istituita con apposito decreto il 20 settembre 2002, l’area marina protetta Capo Caccia – Isola Piana, inserita all’interno del Parco Regionale di Porto Conte è ricompresa fra l'insenatura di Porto Conte e il tratto di mare antistante la Punta del Giglio e Capo Caccia, delimitata a nord dalla Punta Gessiere e a sud da Capo Galera.
Tutta l’area ricade nel Comune di Alghero (SS).

L’intera zona è caratterizzata da uno spettacolare ed imponente sviluppo calcareo, con bellissime falesie che si gettano a picco sul mare e che in alcuni casi superano anche i trecento metri d’altezza.

Il nome "Capo Caccia" deriva quasi sicuramente dall’attività venatoria che in passato ha caratterizzato questa zona, soprattutto per via della presenza del piccione selvatico, mentre Punta del Giglio, che andrebbe più correttamente chiamato “capo”, per via della sua altezza, deve invece il suo nome alla presenza di numerose piante di giglio.

La zona riveste una grande importanza dal punto di vista naturalistico e ambientale per via della presenza di diverse specie floristiche e faunistiche che rivestono un particolare interesse scientifico.

Foto di A. Chiaramida http://www.sardegnaambiente.it/

La spazio che si ricomprende Punta del Giglio e Capo Caccia è inoltre il regno indiscusso delle grotte sottomarine, su cui spiccano quella di Nettuno e quella di Nereo.

Sotto lo sperone di Capo Caccia si trova infatti una delle più famose grotte sarde: la Grotta di Nettuno, che ogni anno accoglie oltre 150 mila turisti. Essa è raggiungibile via mare ma anche a piedi, dalla sommità dello stesso promontorio, attraverso la spettacolare “Escala del Cabirol”, (scala del capriolo), una suggestiva scalinata panoramica di 656 gradini ricavata sulla roccia che conduce all’ingresso della grotta anche via terra.

La Grotta di Nereo, invece, è una massiccia grotta sottomarina, frequentatissima dai subacquei ed è ritenuta la più vasta grotta sommersa marina di tutto il bacino del Mediterraneo.

Un altro elemento di grande fascino, simbolo della zona, è il maestoso faro, situato sul promontorio proprio al di sopra delle Grotte di Nettuno. Costituito da una torre alta 25 metri che si eleva su un caseggiato bianco a tre piani, è stato attivato nel 1864 ed è il secondo faro più alto d'Italia.

L’ importanza naturalistica, biologica e geologica della zona è indiscussa e sono molteplici le specie sotto tutela sia in superficie che sotto l'acqua. La straordinaria varietà della costa, che concentra una sequenza importante di vertiginosi strapiombi a picco sul mare per diversi chilometri, offre lo spunto per diverse attività naturalistiche quali il bird watching, il trekking, la fotografia e la speleologia.

I punti d’interesse principali sono ovviamente legati alle immersioni subacquee e alle numerose grotte sommerse, ma le cale, i ridossi, gli isolotti, gli scogli, i promontori e le innumerevoli insenature che offrono un habitat d’inestimabile valore e d’incredibile varietà, sono ideali anche per delle escursioni in superficie.

I punti d’interesse sono praticamente illimitati e oltre all’aspetto naturalistico è doveroso segnalare la zona anche da un punto di vista archeologico. Tra i siti più importanti si segnalano il Nuraghe Palmavera, le Domus de Janas di Anghelu Ruju e quelle di Santu Pedru e la villa romana di Porto Conte.

01 maggio 2016

Mauro Cuccu
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