Il Parco Nazione dell’Asinara

Foto di M. Cuccu

Istituito nel 1997 con la Legge 344, il Parco Nazionale dell'Asinara rappresenta una delle zone più belle e incontaminate, non solo della Sardegna, ma di tutto il bacino del Mediterraneo.

Era il gennaio del 1998 quando gli ultimi agenti della Polizia Penitenziaria lasciano l'isola; un anno e mezzo dopo, con il trasferimento dell’Asinara dal Demanio dello Stato alla Regione Sardegna, il parco entrò nelle sue piene funzioni.

La storia di questo stupendo territorio è costellata da tanti eventi che ne hanno segnato in maniera quasi indelebile l’aspetto e la fisionomia.

Il primo insediamento umano si fa risalire all'età pre-nuragica con il ritrovamento nella zona di Campu Perdu, di una Domus de Janas. Se da un lato sono scarse le testimonianze risalenti al periodo nuragico, sono molto più numerosi i rinvenimenti di epoca romana, soprattutto nei fondali marini.

La prima vera iniziativa di colonizzazione avvenne nel XII secolo, quando i monaci camaldolesi decisero di costruire un monastero nella zona di Sant'Andrea.

Verso la metà del XVIII secolo all'Asinara iniziarono a stabilirsi delle famiglie di pescatori e pastori di origine corsa, ligure, piemontese e nel 1842 l'isola divenne parte integrante del territorio del comune di Porto Torres.

Foto di A. Chiaramida - www.sardegnaambiente.it/

Tuttavia nel 1855 i circa cinquecento individui che risiedevano all’Asinara, per via di una legge di Re Umberto I (che volle insediare proprio qui il Lazzaretto del Regno d'Italia con una colonia penale agricola), furono costretti ad abbandonare l’isola e trasferirsi altrove: risale a quegli anni la fondazione di Stintino.

Durante la I guerra mondiale nella sua stazione sanitaria transitarono circa 25.000 prigionieri di guerra austro-ungarici, molti dei quali perirono per stenti e malattie.
La storia più recente dell'isola è legata alla presenza delle colonie penali agricole e del carcere di massima sicurezza, oggi dismesso e tappa turistica fondamentale, dove un tempo furono reclusi i detenuti condannati in regime di 41-bis.

La fauna dell’Asinara, tutt’oggi, è ancora molto variegata. Si stima che nell’isola si riproducano oltre ottanta specie di vertebrati terrestri, tra i quali molti rivestono una straordinaria rilevanza scientifica. Oltre alle svariate specie di rettili e anfibi, tra gli uccelli marini, spiccano per importanza il gabbiano corso, il marangone dal ciuffo, la berta maggiore e la pernice; l'isola è inoltre l'unica stazione sarda in cui è presente la gazza.

Non sono da meno i mammiferi. L’Asinara è il regno dei cinghiali, presenti in numero straordinario, ma si trova anche la lepre, la donnola, il muflone, il cavallo e ovviamente il caratteristico asinello albino, simbolo indiscusso dell'isola.

Ricchissima e di straordinaria rilevanza è anche la flora. Sono 678 le specie vegetali presenti, di cui quasi il 90% sono spontanee, mentre l'ambiente marino, si mostra integro e ottimamente conservato, ricco di posidonia, alghe, svariati coralli, licheni e altro ancora.

Oggi l’Asinara, grazie alla quasi totale assenza di insediamenti, all’impossibilità di accesso durante la fase in cui operò il carcere, che ebbe il merito di preservare la natura incontaminata del suo territorio, e per via dell’istituzione del Parco che ne ha definitivamente tutelato tutta la ricchissima flora e fauna presente, è un’area dove la natura dormiente è tornata ad essere finalmente protagonista.

E si tratta di una natura solitaria che ha mantenuto il proprio fascino inalterato per millenni. Ed è questo il motivo per cui colpisce così tanto. Qui l’uomo si riscopre solo un ospite, diviene un osservatore incantato, si trasforma in un semplice elemento tra gli elementi.
Deserta, aspra, selvaggia, a tratti inaccessibile, oggi questo frammento di Sardegna offre una diversa varietà di ambienti, sotto una nuova identità, e si presenta al visitatore nel suo massimo splendore.

Indimenticabili spiagge deserte dal mare cristallino, alte e incantevoli falesie, spettacolari sentieri immersi nella macchia mediterranea, alture, arbusti, boschi, fiori, aromi ancestrali, stagni, rocce, torri diroccate. Non è neanche difficile notare, con un po’ di fortuna, la grazia di un muflone solitario che domina da un picco roccioso o il lento disperdersi di un branco di cavalli al pascolo.

E poi c’è tutto il resto: un vento perenne, un mare fatato, un sole sublime.

Visitare l’Asinara è come riaffacciarsi in un mondo eccelso, fatto di colori e profumi autentici.

Il luogo ideale per rinsaldare l’autentico rapporto uomo-natura.

01 maggio 2016

Mauro Cuccu
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