La favata: delizia della cucina popolare

Il piatto tipico sassarese

La Favata è un piatto tipico della cucina sarda, la cui origine risale all’arte culinaria povera dell’Isola. Ben distante dagli scritti tipici della letteratura gastronomica, la pietanza si presenta come portata unica, nata per saziare l’appetenza tra le classi sociali meno agiate. La composizione semplice e rustica ne determina, però, il gusto tipico della cucina popolare.

L’ingrediente basilare è rappresentato dalle fave che vanno lasciate in ammollo in acqua tiepida, preferibilmente, per l’intera notte precedente la preparazione della Favata.

La quantità ideale di ingredienti per un massimo di quattro persone è composta da quattrocento grammi di fave e settecento di carne di maiale, di cui almeno trecento deve essere il peso delle cotenne, necessarie per la buona riuscita del piatto. La prima fase di preparazione consiste nel tritare l’aglio, il pomodoro secco e il cipollotto e farli rosolare in un tegame al quale unire le fave.


Successivamente, si aggiungono le prescelte parti del maiale, tra cui vi possono essere il piedino, il muscolo, le costolette e le orecchie.

Nel caso in cui venga prediletto il piedino, quest’ultimo va unito alle fave qualche minuto prima poiché, essendo una parte molto dura, necessita di maggiore cottura.


È necessario, poi, coprire il tutto con acqua e regolare con il sale. Dopo circa un’ora e mezza di cottura, aggiungere la verza tagliata a pezzetti, il finocchietto tritato, uno o due spicchi d’aglio e un peperoncino intero. Far cuocere per un’altra ora circa, prestando attenzione all’acqua di cottura.


Al termine del tempo utile per l’esecuzione della ricetta, bisogna versare la portata sopra uno strato di pane carasau e insaporire con un giro d’olio versato a filo.

Una particolarità della favata sarda sta nella circostanza che, alla stregua delle abitudini dei commensali in epoca classica e medioevale nel Logudoro, viene servita tra il mese di gennaio e quello di febbraio in festività, con le parti del maiale sotto sale in aggiunta all’àppara, borragine e finocchietto selvatico.


Un piatto dal sapore deciso condito con gli odori inconfondibili della terra sarda.

01 dicembre 2015

Veronica Pastore
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