Sa Pompìa

L'agrume endemico di Sardegna

“Sa Pompia” è un agrume originario della Sardegna, dalla buccia spessa e ruvida, che nasce unicamente nella zone della Baronia, tra le province dell’Ogliastra e del Nuorese.
Le località di sua massima diffusione sono, però, i comuni di Orosei, Torpé, Posada e soprattutto Siniscola.


È qui che la coltura del frutto, di antichissima data, trova sviluppo intorno agli anni Novanta del secolo scorso grazie alla decisione d’impiantare una coltivazione estensiva, tale da poter acconsentire un’evoluzione unica proveniente dalle terre agricole sarde.

Le sue origini necessitano ancora di ulteriori chiarificazioni, infatti, il suo nome botanico Citrus Monstruosa non ha ancora trovato classificazione, in virtù dell’indecisione circa la sua natura. Si presenta, in merito, un filone di studiosi che lo qualificano come ibrido tra cedro e limone; altri invece che lo considerano come ibrido tra cedro e pompelmo.


La mancata gerarchizzazione botanica del frutto non ha impedito, però, la sua diffusione dimostratasi pregressa alla sua coltura insulare, propria e ufficiale, in virtù del suo uso per due dolci tipici, la cui preparazione si tramanda oralmente da secoli: Sa pompìa Intrea e S’Aranzata thiniscolesa.

Tipico della tradizione siniscolese, il primo dolce è un candito ricoperto di miele, tradizionalmente regalato per una cortesia ricevuta o in omaggio nei ricevimenti delle cerimonie sacramentali, accompagnato da vernaccia o vino bianco.


S’Aranzata invece, si prestava di più all’uso comune poiché meno costosa, grazie all’efficienza siniscolese nell’ambito dell’importazione ed esportazione di mandorle sgusciate. Il miele, inoltre, veniva prodotto dai mojaresos del posto.

Tutti ingredienti utili per la realizzazione del dolce, consegnato durante le processioni delle feste del patrono San Giovanni Battista e di Regina Itria.


Un’ulteriore particolarità del frutto endemico della Sardegna consiste nei risultati illustri di alcuni studi effettuati dalla ricercatrice dell’Università di Sassari Grazia Fenu -specializzata in fitoterapia e cure vegetali- che a livello di sperimentazione hanno consentito scoperte lungimiranti in merito alle proprietà curative della scorza del frutto, quali antinfiammatorie, antibatteriche e antimicotiche.


Una ricerca innovativa, quella iniziata dalla ricercatrice sarda, che richiede la più proficua possibilità di progressione.

01 dicembre 2015

Veronica Pastore
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