Sotto il mare di Buggerru: fotografare il sortilegio

Foto di L. Concas

Luciano Concas, il medico di Arbus innamorato del suo paese e delle sue coste, racconta la storia di una passione coltivata con la costanza di un uomo stregato dalle bellezze dei luoghi a cui si sente di appartenere anima e corpo. Luciano Concas esplora i fondali marini e ne fotografa le meraviglie quando, insieme ad amici che condividono con lui la stessa attrazione, il mare concede loro il permesso farsi riprendere nei suoi più segreti recessi. Perché le sue sorprese il mare le mostra a chi vuole e a chi ne rispetta il silenzio e ne indovina i sentieri.


Siamo nella zona di Buggerru, ben conosciuta dai minatori e da coloro che desiderano oggi visitare ciò che resta di un’attività estrattiva antica – forse Metalla romana si trovava qui – e che, nell’’800, crebbe in proporzioni importanti tanto da impiegare un numero considerevole di uomini, spesso sfruttati e maltrattati. Famosa resta la sanguinosa repressione dello sciopero del 4 settembre 1904 che uccise 3 minatori e ne ferì tanti altri e che provocò il primo sciopero generale in Italia.Buggerru nacque nel 1864 con l’espansione delle attività estrattive ed oggi è un piccolo comune di poco più di 1000 abitanti ed ha un porto, una costa, delle spiagge e un mare tra i più affascinanti che si possano immaginare.

Le coste alte e rocciose nascondono alcune splendide spiagge e un fondale marino che si interconnette con canyon, canaloni e valli incassate nella roccia. La valenza naturalistica è altissima, preziosa e delicata, come vediamo da queste straordinarie immagini diluoghi e animali che si mostrano con colori sgargianti o che si celano confondendosi con vegetazione e rocce circostanti. Resta il mistero del più profondo delle grotte che forse è più saggio lasciare inviolate.


Tutto questo ed altro ancora si trova in un luogo che è chiamato dai conoscitori Secca degli Archi, sotto le altissime rocce della costa e un mare incredibilmente azzurro, a Buggerru. Solo per “fishwatchers”, non per tutti. 

01 giugno 2015

Claudia Corona
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