La magia verde della costa di Villasimius

Dove l'istituzione dell'Area Marina Protetta ha preservato la biodiversità

Verde come il mare di smeraldo, come il sottobosco d'autunno, verde come i mandorli d'estate o come l'Area Marina Protetta di Capo Carbonara. Pochi sanno, però che Villasimius dispiega tutta la sua bellezza in primavera. Impossibile non fermarsi una volta superato l'istmo di Capo Boi, i capelli battuti dal vento e la salsedine che punge le narici ad ammirare tanta meraviglia. Un verde muore nell'altro, resuscita poco più avanti, sfumando nell'azzurro, si inerpica fino al viola, punteggia la sabbia dorata, brillando, quindi, nei toni più chiari delle radure dall'erba nuova. 

L'Isola dei Cavoli vista dalla spiaggia di Campus - Foto di P. Angelotti
L'Isola dei Cavoli vista dalla spiaggia di Campus - Foto di P. Angelotti

La costa si dipana da qui in dozzine di cale, penisole, scogliere, isole, spiagge dagli splendori tropicali, eppure immerse nella macchia profumata. É il granito che digradando dal massiccio dei monti dei Sette Fratelli rende questo mare cristallino. A rompere questo sfumare di dimensioni due cave abbandonate: Cava Usai e Punta Molentis. Qui i blocchi di granito, pronti per essere imbarcati, son rimasti abbandonati, gli spigoli erosi dalle intemperie, diventando rifugio per piccoli crostacei e molluschi e creando delle quinte di grande suggestione.

 

Entrambe le cave fronteggiano un'isola, rispettivamente l'Isola dei Cavoli e Serpentara, mentre nelle brughiere retrostanti erompono le fioriture con una varietà di specie osservabile in pochi altri luoghi. Il verde si macchia e i fiori dalle forme più bizzarre si susseguono come i fotogrammi di una pellicola, contrastandolo o accompagnandolo con i toni più squillanti dei germogli. Tanta biodiversità continua anche sott'acqua, grazie all'istituzione dell'Area Marina Protetta di Capo Carbonara, che ha impedito al degrado di farsi strada, attraverso la regolamentazione della pesca, che in certe aree è vietata, e delle immersioni, consentite solo attraverso strutture autorizzate.  

Anche qui il verde delle enormi praterie di posidonia è spezzato dalle gorgonie e dalle margherite di mare. Il fondale sabbioso accoglie banchi di Pinna nobilis, un mollusco bivalve endemico del Mediterraneo, la cui presenza rivela l'assenza di inquinamento. Qualche anno fa sono stati avvistati anche degli esemplari di foca monaca e l'innalzamento della temperatura dell'acqua ha consentito ad alcune specie tropicali di stanziarsi qui. Simbolo di tanta biodiversità è il Dracunculus muscivorus, una pianta carnivora, endemica di alcune piccole isole del Mediterraneo, che cresce spontaneamente sulle isole dei Cavoli e di Serpentara.

 

Degna di nota anche la spiaggia di Notteri, chiamata anche spiaggia dei due mari. Il secondo mare è in realtà una laguna salmastra che ospita sovente dei fenicotteri o altre specie di uccelli palustri che scelgono la tranquillità di quest'area per riposarsi durante il transito di migrazione tra l'Africa e l'Europa.

 

Che tipo di spiaggia immaginiamo oggi? Un lungo tratto di sabbia dorata con acque tranquille, o uno con onde perfette per il surf? Una caletta segreta in fondo a una scarpata o una baia che nasconde le vestigia di un porto fenicio? Quando siete in vacanza a Villasimius, questo è il tipo di dilemma che dovrete risolvere.

01 giugno 2015

Paola Angelotti
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