Fortezza Capo d'Orso

Non tutti però sanno che, a pochi metri da essa, si nasconde un altro piccolo tesoro del passato, una delle fortezze militari più spettacolari del Mediterraneo: la Fortezza di Capo d’Orso.

Nata agli inizi dell' ‘800 allo scopo di difendere l’isola da una possibile e temuta invasione dei francesi, la Fortezza ha rappresentato un punto strategico fondamentale nello scenario geopolitico del tempo, raggiungendo un’importanza riconosciuta nella protezione e nella sicurezza della costa e, di conseguenza, dell’intero territorio.

Per molto tempo, infatti, durante il Regno dei Savoia, la Sardegna è stata l’obiettivo più ambito dei principali strateghi militari, finendo in particolare nel mirino delle flotte francesi comandate da Napoleone Bonaparte, che avevano già tentato l’invasione nel 1793; queste ultime non erano comunque mai riuscite nell’impresa, ma avevano instillato nella mente dei Savoia la consapevolezza del rischio che quell’isola stava correndo, visto l’incredibile ruolo strategico che essa avrebbe potuto ricoprire nel controllo marittimo.
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Così, nel 1803, a seguito dei ripetuti apprezzamenti dell’ammiraglio Horatio Nelson, i Savoia accettarono le garanzie di protezione promesse dagli inglesi e acconsentirono all’ingresso delle loro navi nell’insenatura de La Maddalena.

Fu in quello stesso anno che Nelson elesse quel tratto di costa come base militare inglese e diede il via al percorso di potenziamento necessario per la difesa dell’isola, in primis con la creazione delle nuove fortezze, tra cui proprio quella di Capo d’Orso. Essa partì come una piccola struttura, ma divenne ben presto un presidio importante in terra sarda tanto da essere ampliato e migliorato negli anni successivi.

Tuttavia, tra il 1857 e il 1887 vi furono ben trent’anni di completo abbandono, in cui la fortezza fu costretta alla chiusura per la mancanza di fondi.
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Le sue attività vennero riprese solo nel 1887, appunto, quando l’obiettivo si spostò sulle Bocche di Bonifacio e sul loro controllo. Venne costruita a tale scopo una nuova caserma, diverse scuderie e una polveriera, e le postazioni furono dotate di artiglieria per poter colpire le navi a lunghe distanze. La particolarità della fortezza stava però nel materiale utilizzato per queste nuove costruzioni, ossia il granito, che permetteva una grande mimetizzazione degli strumenti di difesa con la macchia mediterranea circostante.

Durante la Seconda Guerra Mondiale, la Fortezza Capo d’Orso partecipò attivamente alla difesa dell’arcipelago della Maddalena e, sfortunatamente, si rese protagonista della triste vicenda riguardante il famoso incrociatore Trieste, che, nel 1943, attaccato dai bombardamenti alleati, affondò insieme ai 77 marinai rimasti a bordo: la gloria della fortezza scomparve proprio in quel momento, quando non fu in grado di difendere l’incrociatore e lasciò che la tragedia facesse il proprio corso.

La lunga storia della fortezza di Palau riecheggia oggi in quel robusto complesso di granito, fatto di casolari, di ponti e gallerie, un po’ arrugginite ma ancora intatte, che meritano di essere visitate.

08 aprile 2017

Marzia Diana
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