Boes e Merdules

I personaggi del carnevale di Ottana

Anche quello di Ottana, è uno dei più affascinanti e noti carnevali della Sardegna. Due figure di chiara matrice contadina sono i protagonisti di questo carnevale: sos Boes, ovvero i buoi, dalla bellissima maschera bovina, pregevolmente rifinita ed intagliata; sono ricoperti di pelli di pecora bianche con addosso dei grossi campanacci e sos Merdùles, rappresentati da uomini col viso coperto da cupe maschere nere, talvolta deformate; portano pelli bianche, gambali di cuoio e classiche scarpe da pastore.
A differenza de su boe, su merdùle stringe in mano un bastone ed una frusta di cuoio detta soca. Questa frusta viene utilizzata per tenere legato su boe, che si agita e si ribella prima di cadere sfinito a terra.
Foto di R. Atzori www.sardegnadigitallibrary.it
Foto di R. Atzori www.sardegnadigitallibrary.it

Compare infine una terza interessantissima maschera: sa Filonzana, una spaventosa figura di vecchia che fila della lana grezza.

Come per quello di Mamoiada anche su “Carrasegare de Otzana”, sembrerebbe essere un rituale risalente al culto di Dioniso ma possiede anche spiccate caratteristiche agro-pastorali con la figura chiave del bovino, (il culto del bue infatti veniva praticato sin dal neolitico).

Il rapporto tra uomo-merdùle e bue-boe, offre anche un’altra interessante chiave d’interpretazione, data dalla trasposizione uomo-animale, tale simbolismo messo in scena rimanda chiaramente al rapporto stretto che c’era tra il padrone ed il giogo di buoi, elemento preziosissimo per la vita del contadino.

Più complessa la figura de sa Filonzana, che ricorda la greca Cloto, la più giovane delle tre Moire. Cloto era responsabile per la filatura del filo della vita umana, decidendo il momento della nascita delle persone, ma anche quando questa dovesse essere salvato o messa a morte.

01 gennaio 2016

Mauro Cuccu
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