Chiesa di San Pietro di Zuri

La chiesa di San Pietro di Zuri è da annoverare tra i monumenti medievali più significativi dell’isola.

La sua costruzione risale al 1291 e rappresenta uno dei rari edifici datati con certezza ed assegnati ad un architetto individuato per nome: il maestro Anselmo da Como.

Ubicata nella valle del tirso, fu trasferita intorno al 1920 in seguito alla costruzione del bacino artificiale del lago Omodeo, per evitare la sua inondazione da parte delle acque dell’omonimo lago.

Venne smontata pietra su pietra e ricostruita nell’altopiano adiacente con estrema precisione. Nonostante sia stata decontestualizzata rispetto all’originale luogo di creazione, oggi mostra ancora tutta la sua bellezza.

Foto di E. Picozzi -  www.sardegnadigitalibrary.it
Foto di E. Picozzi - www.sardegnadigitalibrary.it

L’impianto tardoromanico ad aula mono-navata, presenta una copertura in legno e paramenti in conci di trachite rossa squadrati, di media pezzatura, ricavati dalle cave di Bidonì.

I muri laterali sono decorati con archi e lesene. A sinistra dell’edificio è situato il campanile a vela con doppia campana.

Foto di A. Maisto - www.sardegnadigitalibrary.it
Foto di A. Maisto - www.sardegnadigitalibrary.it

L’interno della chiesa è alquanto spoglio e si presenta a navata unica absidata. In un’abside, posto in una nicchia di epoca aragonese, si trova la statua di San Pietro.
In questa parte della chiesa, e precisamente sulla colonna destra della nicchia contenente il santo, si possono notare delle strane macchie nere. Per spiegare l’origine di queste chiazze scure si deve far ricorso ad una leggenda.

Essa attribuisce queste macchie al sangue di Valore De Ligia, (figura di spicco dell’amministrazione del giudice Mariano IV) e del figlio Bernardo. L’uomo rifugiatosi nella chiesa col figlio per fuggire ai cavalieri che gli davano la caccia, in quanto accusato di tradimento del nei confronti del Giudicato D'Arborea, venne scoperto e ucciso in quella che all’epoca risultava essere la sagrestia, accanto al punto dove oggi si trova la statua del santo.

È con il sangue versato dal feudatario che si spiegano dunque queste particolari macchie.

Molti studiosi ritengono che questo pregevolissimo edificio fosse l’ultima chiesa in stile romanico costruita in Sardegna.

 

03 febbraio 2017

Mauro Cuccu
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