Chiesa di Santa Sabina – Silanus

Costruita in calcare bianco nella parte superiore e in trachite nera in quella inferiore, si distingue nel panorama dei monumenti sardi in stile romanico, perché presenta decisi influssi paleocristiani.

La planimetria, i frontoni, i timpani e la cupola sono di chiara matrice bizantina, mentre le volte a botte e la finestra posta nell’abside sono di foggia romanica.

La studiosa Renata Serra, nel volume “La Sardegna, in Italia Romanica, vol. X, Torino 1984”, attribuisce l’impianto ad una maestranza caratterizzata da una forte influenza ispanica; elemento, questo, che conferisce all’edificio un fascino particolare. 

Una delle caratteristiche principali del monumento è data proprio dal fatto che presenta il corpo centrale centrale cilindrico mentre le navate laterali sono a base rettangolare.
La chiesa, anche grazie a passati lavori di restauro, versa in un ottimo stato di conservazione e all’interno colpisce perla sobrietà delle linee e per la sua scarsa lunghezza.

Tuttavia,a discapito di una limitata estensione,l’edifico offre un interessante slancio verso l’alto, grazie alla cupola ogivale. Questo pregevole elemento centrale comunica con quelli laterali attraverso due archi. Sempre all’interno sono degni di nota una bella lastra pavimentale (che risulta essere la stele di una tomba dei giganti), alcune urne funerarie romane e una parte di un sarcofago.

Il bellissimo contesto paesaggistico su cui sorge e la fusione di due differenti antichi stili costruttivi, rendono la chiesetta di Santa Sabina di Silanus uno dei più bei gioielli dell’intera architettura sarda.

03 febbraio 2017

Mauro Cuccu
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