Bruno Busonera: l'orafo dalle mani d’oro

L’oreficeria religiosa ed ecclesiastica

Da ragazzo di bottega a orafo dalla particolare capacità di creare dei veri e propri gioielli, unici nella loro specie e apprezzati da molte persone. In tanti conoscono Bruno Busonera e hanno avuto l’onore di commissionare dei lavori eseguiti dalle sue mani d'artista. Dalla realizzazione di oggetti religiosi ed ecclesiastici agli accessori e ornamenti dei costumi dei gruppi folk provenienti da varie parti della Sardegna.


Bruno Busonera era un bambino di otto anni quando ha iniziato a conoscere l’arte orafa. 
Giorno dopo giorno, il ragazzo di bottega, mentre osservava come si realizzavano i vari oggetti, ha iniziato ad appassionarsi e a prendere dimestichezza con il mestiere e, passo dopo passo, ha imparato a realizzare preziosi con le sue stesse mani. L’apprendista è diventato insegnante e, nel ’74, ha aperto la sua bottega, quel negozio tanto agognato, quel rifugio in cui si sentiva protetto e libero di esprimere la sua verve artistica, creando oggetti fatti da lui, dove era finalmente lui l’artista.



Il suo lavoro è concentrato in circa dieci ore, nell’arco della giornata. Dipende dall’oggetto, normalmente, per realizzare un gioiello, sono necessari circa due giorni. Ma, sicuramente, il risultato che si ottiene, dopo un lungo tempo di full immersion, è di totale precisione e maestria, di splendore e spettacolo, di bagliore e luminosità.

Le opere da lui create non sono soltanto i classici orecchini, le collane e gli anelli. Questi, certamente, fanno parte della serie di prodotti che Bruno Busonera garantisce sempre ai suoi clienti e tra di essi sono molto richiesti degli orecchini caratteristici della Magna Grecia del IV secolo a.C, degli orecchini a galletto e degli orecchini che devono essere indossati intorno all’orecchio e hanno la forma di un cigno o di un serpente.


Ma la particolarità della sua arte è legata alla esecuzione di opere religiose ed ecclesiastiche; accessori che accompagnano i costumi indossati dai componenti dei gruppi folkloristici sardi, per esempio, su lasu, il pettorale utilizzato negli abiti tipici della zona di Quartu e Selargius oppure altri modelli di pettorali che appartengono alla zona di Iglesias; gioielli rappresentanti l’isola, come, per esempio, la fede sarda, denominata s’aneddu a granos; cammei, spille e bottoni; oggetti ormai in disuso come gli spuligadentes, che servivano a pulire da una parte le orecchie e dall’altra i denti, creati appositamente per le signore troppo curiose e pettegole; oggetti del periodo dei romani; gioielli moderni.


I colori delle pietre incastonate nei gioielli dipende dalla zona della Sardegna. Quello tipico della zona di Cagliari è il rosso e Bruno Busonera rispetta questa usanza, applicando soprattutto pietre di questo colore.
É vero anche che la scelta della pietra giusta dipende dagli oggetti, perché, per esempio, nei preziosi d’oro e d’argento non sono presenti pietre preziose. Il granato e l’ametista risultano i modelli più utilizzati. Prima di dare vita al gioiello, l’orafo esegue un disegno e dalla bozza iniziale si passa alla produzione dell’oggetto che mantiene il colore originale utilizzato nel disegno.


Bruno Busonera non segue una particolare geometria o disegno e non dà una particolare forma ai preziosi che costruisce. È importante anche la richiesta fatta dal cliente che commissiona il lavoro, come quella riguardante l’esecuzione del Premio Navicella d’Argento, che viene consegnato agli artisti sardi che si distinguono all’estero, la cui realizzazione è stata richiesta a Bruno Busonera.

 

I colori delle pietre incastonate nei gioielli dipende dalla zona della Sardegna. Quello tipico della zona di Cagliari è il rosso e Bruno Busonera rispetta questa usanza, applicando soprattutto pietre di questo colore.


É vero anche che la scelta della pietra giusta dipende dagli oggetti, perché, per esempio, nei preziosi d’oro e d’argento non sono presenti pietre preziose. Il granato e l’ametista risultano i modelli più utilizzati. Prima di dare vita al gioiello, l’orafo esegue un disegno e dalla bozza iniziale si passa alla produzione dell’oggetto che mantiene il colore originale utilizzato nel disegno.


Bruno Busonera non segue una particolare geometria o disegno e non dà una particolare forma ai preziosi che costruisce. È importante anche la richiesta fatta dal cliente che commissiona il lavoro, come quella riguardante l’esecuzione del Premio Navicella d’Argento, che viene consegnato agli artisti sardi che si distinguono all’estero, la cui realizzazione è stata richiesta a Bruno Busonera.

01 settembre 2015

Sara Atzori
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