Carlo Budroni: una grande passione per i tessuti sardi

Complementi d'arredo made in Sardinia

Carlo Budroni, all’età di 16 anni, non avrebbe mai apprezzato una stoffa; come tutti gli adolescenti, trascorreva il suo tempo tra giochi e robot. Crescendo, gli individui scoprono nuove passioni che non avrebbero mai pensato di avere e osservano il mondo con un occhio diverso. Oggi Carlo Budroni è un artista che dà vita a dei fedelissimi amici delle donne: borse e complementi d’arredo, utilizzando materiali e tessuti sardi. E una semplice forma geometrica, come un cerchio, può diventare il simbolo distintivo delle creazioni di un artista. In passato, a Milano, con un team di colleghi, si è dedicato a una rivista di tendenza sulle scarpe. Nello specifico, Carlo Budroni disegnava le tendenze delle calzature.


Perché il marchio "C+C"?

"C+C" nasce a Milano, dall’idea di disegnare abbigliamento, borse in feltro industriale e scarpe. Era il ’98 e "C+C" indicava i nomi di Carlo e Camille, la mia vecchia socia. Successivamente, il marchio è giunto in Sardegna , trasferendosi a Cagliari nel 2004 e dal 2007 il negozio si trova in Via San Domenico.
Nel 2009 è nata la collaborazione con Ludmilla. Ho frequentato l’Istituto Europeo di Design di Cagliari, proseguendo, successivamente, presso quello di Milano.
 


Quali oggetti realizza e quali tessuti utilizza?

Il desiderio era quello di realizzare borse in tessuto sardo, perché amo i tessuti grezzi, quali l’orbace e la lana. Creo borse e complementi d’arredo, utilizzando tessuti sardi provenienti da Samugheo. L’idea di usare tessuti sardi è legata all’interesse e al piacere di produrre qualcosa con quei materiali. Si tratta di una riscoperta culturale.

I suggerimenti e i desideri delle donne sono importanti e do vita ad altri prodotti anche sulla base degli oggetti che le signore vedono esposti nel negozio. Quando si tratta di un pezzo unico, però, la situazione è diversa: per esempio, una cliente ha portato una coperta risalente al 1940 e da quella ho creato una borsa. Un pezzo unico.

Da cosa è ispirato nella creazione delle sue opere?

Si tratta sia di una cosa innata sia dell’impiego di materiali e tessuti che già possiedo. Non siamo né artigianato tradizionale né moda. Noi facciamo il nostro prodotto.

 

Quali sono i colori che privilegia? E quali disegni e forme geometriche prevalgono?

Il colore che prevale è il rosso. Però, d’estate ricorro maggiormente al viola e al senape. Il cerchio è una forma che va molto. Diciamo che è una mia fissazione! Pois o fiori tondi… Anche per quanto riguarda le forme, si fa un discorso di stagionalità.

 

Ricorre anche alla tecnica del riciclo di oggetti usati per crearne nuovi?

Soprattutto d’estate, usiamo plastica e anche tessuti e materiali non di origine sarda.

 

È riuscito a realizzare il suo sogno o punta a qualcosa di più grande?

Sì, vorrei crescere e avere la possibilità di comprare più tessuti e crescere a livello di spazio. Mi piacerebbe occuparmi anche di abbigliamento. Però quello che conta adesso è la soddisfazione che le opere che realizzo siano apprezzate da molti; dai cagliaritani stessi.

01 settembre 2015

Sara Atzori
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