La magia artistica di Doriana Usai

Un forte legame tra artista e oggetto riprodotto

"La notte porta consiglio" e gli artisti, prima di addormentarsi, riflettono e fantasticano riguardo alle loro prossime creazioni. Il giorno si trascorre realizzando; ma la notte si trascorre pensando e immaginando quale sarà la prossima opera d’arte e quale disegno sarà raffigurato. L’arte della ceramica realizzata da Doriana Usai segue un iter giornaliero particolare che rende ogni singolo momento unico e magico.



Come spesso capita, in un nucleo famigliare composto da artisti, anche i figli iniziano a interessarsi di quel determinato settore e lo fanno proprio, senza alcun obbligo. L’arte si tramanda da padre a figlio, ma se non è attiva la passione, non c’è la possibilità di ottenere dei risultati eccellenti.



Esiste un filo molto sottile tra passione e lavoro. Un lavoro appartenente al settore artistico non può essere considerato un "lavoro paracadute". Nonostante ormai molte persone svolgano determinati mestieri soltanto per sopravvivere, l’arte deve essere legata all’amore e alla capacità innata, non a un modo per poter vivere, perché se non si è abili nel realizzare un dato prodotto, non ha senso proseguire per quella strada.



Per Doriana Usai, ceramista di trentacinque anni, la famiglia e l’ambiente in cui è cresciuta sono stati due pilastri della sua vita. Crescendo e stando a contatto con questo mondo, ci si sensibilizza in certi modi. Nessuno ha obbligato la ragazza adolescente a seguire un determinato percorso professionale. Doriana si è sentita libera di scegliere di frequentare la scuola che più le piaceva.

Giorno dopo giorno si è innamorata del mestiere di suo padre e l’ha fatto proprio. Lo studio e la pratica diretta sul campo, durante il periodo estivo, sono stati sufficienti per imparare l’arte della ceramica. «L’artigiano rappresenta se stesso mentre lavora. In ciò che rappresenta c’è tutta la sua sensibilità. Si crea un contatto e un feeling tra l’artista e l’oggetto che viene riprodotto», sostiene Doriana.


Diventata adulta, gli studi non sono mai terminati: ha frequentato la Scuola di Ceramica di Faenza e un corso di restauro; attualmente frequenta la Facoltà di Lettere e Design di Milano; lavora come ceramista nel suo laboratorio e nel suo negozio, dove vende oggetti di vario tipo, tra cui degli orologi unici e inimitabili e dove, spesso, invita le scuole elementari e medie per trascorrere un’intera giornata a contatto con un mondo che le generazioni attuali non conoscono perfettamente, ma che imparano ad apprezzare, toccando con mano i prodotti e imparando i trucchi del mestiere; lavora come insegnante nelle scuole professionali, dove si occupa di trasmettere la tecnica della ceramica, mediante un corso di due anni per permettere in seguito di conseguire una qualifica.



Doriana ha partecipato a numerosi concorsi, iniziando all’età di diciassette anni. Ha vinto quattro volte il Campionato Mondiale, nella sezione femminile. Spesso ricopre il ruolo di giudice e commissario interno d’esame, durante le gare.



In generale, dall’idea al voler comunicare l’idea stessa e, successivamente, alla sua realizzazione definitiva, il tempo necessario è un mese circa. Le richieste maggiori da parte dei clienti riguardano bomboniere, complementi d’arredo e oggetti che il cliente vorrebbe che fossero riproposti sulla base di una bozza che lui stesso consegna alla ceramista. Le opere da lei eseguite richiamano soprattutto la Cultura Sarda. Alcune linee di prodotti richiamano la terracotta e i dolci Sardi.


Si cerca di mantenere il contatto con la tradizione, cercando comunque di creare una conciliazione con l’innovazione. La pavoncella è il simbolo ricorrente dei suoi oggetti. Un’altra linea importante richiama l’oro e l’argento. Una nuova tecnica sperimentata dalla giovane ceramista è quella della vetrofusione, perché fare dei tentativi e degli esperimenti è importante per raggiungere degli ottimi risultati.

 

Doriana Usai è una moglie, una madre, un’artista, un’insegnante e una studentessa. È una ragazza molto determinata e attiva e lei stessa si domanda: «Quando presentano il mio Curriculum penso: ma ho fatto tutto questo?».

 

01 settembre 2015

Sara Atzori
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