Roberto Mele: tempo, pazienza e precisione

La rara coincidenza di essere orafo e al contempo orologiaio

Un bambino dei tempi d’oggi vive tra giocattoli e oggetti sofisticati. Un bambino dei tempi passati era abituato a trascorrere le giornate immerso nella fantasia e nella creatività, tra prodotti semplici e pochi giocattoli. Il passatempo più bello era creare dal nulla delle cose che aveva visto in precedenza costruite dagli esperti.
Un bambino di dieci anni si divertiva a osservare il proprio padre che svolgeva l’attività di orafo e orologiaio e ne imitava le gesta.

 

Questo bimbo era Roberto Mele, orafo e orologiaio, che fin da piccolo ha coltivato questa passione, iniziando dalle piccole cose, come, per esempio, smontare le sveglie e gli orologi. L’amore per questo lavoro artigianale non l’ha mai abbandonato. Precedentemente, ha svolto altri mestieri; ma, con il passare del tempo, il cuore l’ha spinto verso il mondo dell’orologeria e dell’oreficeria. Il padre, suo maestro, è stato uno dei veterani del settore nella città di Cagliari. Aveva frequentato un corso di micromeccanica in Algeria e, durante la Guerra, nel periodo in cui era stato prigioniero, aveva imparato questo genere di arte, nonché altri talenti, quali la costruzione del mandolino. Tra un prigioniero e l’altro si era creato uno scambio di abilità, tecniche ed esperienze.

Il "piccolo" Roberto è cresciuto e ha fatto tesoro degli insegnamenti del padre. Grazie all’esperienza, la sua passione si è trasformata in vero e proprio lavoro, spingendolo a eseguire lavori di orologeria e oreficeria, generando quella rarità di trovare un orafo che svolga anche il lavoro di orologiaio e viceversa. L’arte di Roberto Mele è presente nella cittadina di Assemini da trent’anni. È uno dei pochi esperti nel campo che riesce a mantenere vivo il suo mestiere, nonostante la professione dell’orologiaio sia in via d’estinzione. In qualità di orafo, si occupa del restauro di pezzi antichi e della produzione e creazione di pezzi nuovi, ex novo.


La fantasia non può mancare, è alla base di tutto. Ma un ruolo importante lo gioca anche il cliente, che, in base alla propria richiesta, permette all’orafo di riprodurre oggetti unici e molto caratteristici. In qualità di orologiaio, si occupa della riparazione di pendoli e orologi, alcuni dei quali hanno ottanta anni. Le parigine e gli orologi a cucù sono altri esemplari che Roberto Mele cura nei dettagli, finché non ottiene il risultato desiderato. Si va dalla riparazione di tutto ciò che è meccanico a quello che è elettronico.

 

Tra aggiornamenti e richieste particolari, nasce anche l’idea di creare bomboniere per importanti cerimonie, dando priorità a oggetti personalizzati. Infatti, la bomboniera classica, nonostante sia ancora oggetto di domanda e offerta, lascia spazio agli oggetti più adatti alle persone a cui devono essere regalati: se due sposi devono fare un regalo ai testimoni optano preferibilmente per prodotti maggiormente mirati alle loro esigenze – un orologio per l’uomo, un gioiello o un portafoto in argento per la donna. Non mancano le richieste di pergamene in oro come regalo di laurea.


La filigrana compare come elemento fondamentale del mestiere di Roberto Mele. "Filo" e "grano" danno il nome al procedimento, attraverso il quale si possono unire quattro fili e arrotolarli tra di loro e, mediante altre fasi di lavorazione, si può dare vita a un anello, che richiede la durata di una settimana per essere realizzato a mano. Una lacuna dei giovani artisti d’oggi, che seguono questa passione, concerne l’incapacità di eseguire dei lavori con la filigrana, divenuta ormai un’attività molto importante.

Le tecniche messe in atto da Roberto Mele sono varie: il "saggio" è un metodo di valutazione delle proprietà di un prodotto e della quantità di metallo contenuto in un oggetto. Consiste nell’impiego di una cosiddetta "pietra paragone" sulla quale si raschia l’oggetto in questione, utilizzando un acido e ottenendo una determinata reazione.


I "bagni galvanici" rappresentano un modo per evitare che un oggetto sia esposto a fenomeni di ossidazione e corrosione. Si tratta di un’attrazione del metallo liquido su altri tipi di metalli e, tramite il fenomeno dell’elettrolisi, si trasporta il metallo liquido su quello solido. Tra gli strumenti utilizzati, c’è il "bulino", uno scalpello che ha la funzione di incidere dei segni sull’oggetto, e il "pantografo", che è una macchina molto utile per incidere gli anelli. Gli ultimi arrivati sono i pantografi a laser, che, tramite computer, trasmettono e registrano un segnale.


L’arte dell’oreficeria e dell’orologeria richiede tempo e pazienza e non deve generare ansia e timore, perché tutto è svolto con precisione. La realizzazione di un prodotto si ottiene attraverso una perfetta attenzione e senza alcuna idea particolare come quelle antiche, secondo cui il vetro era considerato un materiale scaccia male, a differenza di altri verso i quali esisteva una sorta di superstizione.

01 settembre 2015

Sara Atzori
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