Il Museo delle Conce di Bosa

Il fascino delle antiche concerie lungo le rive del Temo

La cittadina di Bosa a fine ottocento e per tutta la prima metà del novecento è stata la capitale delle concerie in Sardegna e in Italia.  Unico nel suo genere, il Museo delle Conce di Bosa, rappresenta oggi, un luogo di straordinaria importanza per conoscere tutti i segreti della lavorazione delle pelli.
 

Il Museo delle concerie situato in Via Sas Conzas, a ridosso del fiume Temo, è nato con  l'intento di far conoscere l'antico e affascinante lavoro del conciatore, molto diffuso a Bosa, che si è protratto per tutto l'Ottocento, fino al 1962, anno in cui chiuse definitivamente l’ultima conceria.

Foto di B. Manunza - http://www.sardegnadigitallibrary.it/
Foto di B. Manunza - http://www.sardegnadigitallibrary.it/

Il museo è stato realizzato in una conceria risalente al 1700,abilmente restaurata, nella quale sono state riportate alla luce, nel piano terra, le originali vasche in muratura, con la classica struttura in pendenza,dotate di canali di scolo aperti, per consentire la loro pulizia ed evitare la fermentazione e l’accumulo del fango.
 

Oggi  è possibile camminarci sopra grazie alla creazione di un’apposita pavimentazione in vetro.
 

Le vasche all’interno di una conceria sono un elemento importantissimo, in quanto la prima fase della lavorazione delle pelli avveniva proprio all’interno di esse.
 

Al piano superiore è possibile osservare la struttura stessa della concia, con una fedele riproduzione dell'aspetto originario e scoprire tutti gli attrezzi che si utilizzavano per la lavorazione e la rifinitura, con un importante esposizione di antiche fotografie.
 

Condizioni di lavoro difficili in ambienti dannosi e insalubri. Era questa la situazione del lavoratore di una conceria. Grazie alla visita guidata all’interno del museo si potrà tornare indietro nel tempo e rivivere la complicata situazione lavorativa di questi operai.

 Bosa: il fiume Temo e le ex concerie - Foto di C. Garau - http://www.sardegnadigitallibrary.it/
Bosa: il fiume Temo e le ex concerie - Foto di C. Garau - http://www.sardegnadigitallibrary.it/

L'attività conciaria a Bosa che risalirebbe addirittura ai tempi dei Romani, ebbe una riscoperta nel 1600, ma raggiunse il suo apice solo nel 1800.  L’importanza e la diffusione di quest’attività venne puntualmente riportata da Vittorio Angius nel Dizionario Angius-Casalis. Egli censisce nel 1834, ventotto conce. Col tempo ci sarebbe stata una progressiva riduzione a partire già dal 1860, fino ad arrivare a quindici concerie nel 1887.

 

Negli anni '20, la modernizzazione dei sistemi di produzione e dei macchinari, riesce a far aumentare la produzione diminuendo notevolmente i tempi di lavorazione e consentendo pertanto di esportare in Italia e nei mercati stranieri, (soprattutto in Francia), i prodotti lavorati.
 

Le pelli utilizzate erano principalmente bovine e i prodotti finiti, una volta lavorati, erano di grandissima qualità, tanto da ottenere degli importanti riconoscimenti nazionali, con due aziende bosane che raggiunsero altissimi livelli: la ditta Mocci-Marras che vinse nel 1896 la Medaglia di bronzo all'Esposizione Nazionale di Torino e le imprese delle famiglie Sanna Mocci e Solinas Ledda, che ottennero nel 1924 un importante riconoscimento, conquistando il Gran Premio e la Medaglia d'Oro nella Fiera Internazionale di Roma.

 

Al di là dell’importanza culturale e della tradizione che oggi riveste il museo, è doveroso porre l’accento anche sulla qualità architettonica di queste antiche costruzioni che rappresentano un bellissimo esempio di architettura proto-industriale. Ancora oggi infatti si possono ammirare questi antichi edifici, lontani dal centro abitato, per via dei cattivi odori prodotti dalle pelli durante la lavorazione.
 

Si tratta di una schiera di piccole case, realizzate con pietre locali, fango e calce, intonacate con una mistura di calce e polvere trachitica, affiancate le une alle altre, che richiamano la struttura delle tipiche abitazioni bosane.

Frutto di un ottimo lavoro di restauro dell’800, le facciate si presentano con degli ingressi in trachite e grandi finestre indispensabili per consentire l’areazione delle pelli.

 

Il fascino delle concerie addossate sulla sponda sinistra del Temo, con la loro intramontabile attrazione decadente, dal glorioso passato, sono uno degli elementi più belli e spettacolari di Bosa e un decreto del Ministero dei Beni Culturali e Ambientali del 17 ottobre 1989, le ha dichiarate Monumento Nazionale. Grazie al Museo delle conce, ogni conceria rivive la sua storia; la rinnova, la ritrova e la conserva e richiama ogni anno centinaia di turisti.

                                               

Per info e prenotazioni: www.museodelleconcebosa.it   

01 luglio 2015

Mauro Cuccu
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