La notte di San Bartolomeo

La lotta epocale ai banditi in Caccia Grossa

É nel 1899 che Patella, il capitano dei carabinieri di Nuoro, in una trattoria di Oliena, discute sul fenomeno del banditismo barbaricino, con il tenente Giulio Bechi, che diventerà autore di "Caccia Grossa", una delle opere più caratteristiche a riguardo.


Una giornata d'incontri che segnerà la memoria del militare, specie grazie all'incontro fatidico con Maria Antonia Serra Sanna, che Bechi ricorderà come la Regina del paese (Sa Reina), temuta, obbedita e protetta da un muro d'omertà. Non si può sapere cosa quest'incontro fece scaturire nell'animo del tenente "continentale", ma fece esternare d'impeto al suo capitano la necessità di un intervento repressivo, convinto della necessità che si dovesse intervenire nell'immediato e arrestarli tutti: i banditi, e non.


In Caccia Grossa il tenente riporta l'avvenimento della cattura degli oppositori alla "Benemerita", dall'altro punto di vista, quello del carabiniere. Colui che veniva considerato "coloniale" o "invasore" di una terra già sotto il regime di un ordine sociale ben stabilito e, seppur non formale, senza dubbio, di prassi e alternativo alla legge statale, quale era l'ordinamento barbaricino.

Orgosolo, murale
Orgosolo, murale

La notte in questione, però, si rivolge non solo ai banditi di Nuoro, ma anche a quelli dei dintorni includendo sotto il cumulo di arresti i sostenitori dei latitanti dell'epoca, o sospetti tali. La notte tra il 14 e il 15 maggio del 1899 segna la svolta epocale in merito al decadere del banditismo sardo come fenomeno sociale.


Nuoro e tutta la Barbagia furono assediate da soldati, carabinieri e agenti di polizia sotto il diretto controllo del capitano Patella che divise i suoi sottoposti in sette gruppi, dislocandoli in punti cruciali per l'operazione d'attacco.


Gli agenti di Stato prima dell'alba invasero le strade e circondarono ogni abitato con il preciso intento di arrestare tutti coloro che fossero sospettati d'intrattenere rapporti di supporto o collaborazione con i latitanti.

Copertina della prima edizione di Caccia Grossa
Copertina della prima edizione di Caccia Grossa

Furono, così, catturati più di seicento favoreggiatori (grazie ai mandati di cattura in bianco consegnati alla magistratura dal brigadiere Lussorio Cau) molti dei quali prosciolti in fase d'istruttoria. La finalità della retata consisteva nel privare i cosiddetti briganti dei loro punti d'appoggio in modo da indebolirli e costringersi a costituirsi.


Così fu per alcuni, visto che svariati latitanti minori si consegnarono spontaneamente. Nella notte di San Bartolomeo la giustizia dello Stato ha deciso e ha portato con sé tutti: donne, bambini e anziani senza distinzione alcuna, al fine di sopraffare chi si era dato alla macchia per anni.

01 ottobre 2015

Veronica Pastore
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