Dalla Dea Madre alla Madonna

I culti delle divinità femminili in Sardegna

C'è un filo conduttore che lega le grandi divinità femminili dell'area del Mediterraneo ai più moderni culti mariani.

La Grande Madre è una divinità femminile primordiale, presente in quasi tutte le mitologie, che simboleggia la terra, la prosperità, il femminile come ente mediatore tra l’umano e il divino.

Già in età nuragica immagini votive femminili, in quanto simboli legati alla fecondità, costellavano i luoghi di culto, dove si dedicavano loro riti propiziatori e preghiere.
Spesso dove si svolgevano i culti pagani sono stati eretti santuari dedicati alla Madonna.

Foto di Shardan via Wikimedia Commons
Foto di Shardan via Wikimedia Commons

Quando l'estate comincia a cedere, dopo la calura torrida del Leone, il 23 agosto di ogni anno il sole entra nella costellazione della Vergine.

I Greci ravvedevano nella costellazione la figura di una fanciulla alata, in piedi, nell'atto di incedere, nella mano destra sollevata un tralcio, nella sinistra, rivolta verso il basso, una spiga.

Si riconosceva in questo gruppo di stelle Demetra, dea delle messi, celebrata alla fine del suo ciclo, quello del grano, appunto.

La natura si sarebbe poi insterilita, perchè lei, dimentica della natura sarebbe andata alla ricerca della figlia Kore, rapita da Ade, dio degli inferi.

Solo grazie a un'intercessione di Zeus, Kore, ormai sposa del dio, sarebbe tornata alla madre per sei mesi all'anno, col grano in foglia, appunto, ossia quando la costellazione della Vergine torna ad essere visibile dopo il tramonto.

La costellazione della Vergine dal globo celeste di Mercatore
La costellazione della Vergine dal globo celeste di Mercatore

Un profondo legame corre tra Demetra, signora del grano e la vocazione agricola che caratterizza il Mediterraneo.

I riti e i culti del paganesimo e del cristianesimo si sono intrecciati all’insegna dei valori della terra, del nutrimento, del ciclo delle stagioni, del ritmo della nascita e della morte.

Per attenuare gli effetti traumatici di un drastico cambiamento, la chiesa cristiana riadattò riti e miti radicati da millenni.

Fu un’opera lenta che per quanto riguarda la figura della Vergine si rivelò particolarmente lunga e complessa. L’accostamento con Demetra fu il più immediato e spontaneo.

Entrambe accomunate dallo stesso dolore materno provato dall’una per il rapimento della figlia e, dall’altra, per la crocifissione del figlio.

01 settembre 2016

Paola Angelotti
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