La maioliche di Bonacatu

Il prodigio del più antico tempio mariano dell'isola

Il santuario della Madonna di Bonacatu, di epoca bizantina è il più antico dell'isola dedicato al culto mariano.

La chiesetta, che si trova a ridosso della basilica romanica di S. Maria di Bonarcado e ai ruderi del monastero dei Camaldolesi,  fu edificata nel VI sec. su un edificio romano paleocristiano. 

La pianta è a croce greca e dall'incrocio dei bracci si eleva una piccola cupola. La facciata è decorata con degli archetti sotto i quali sono incastrate delle maioliche.

La tradizione vuole che la chiesetta fosse stata scoperta  casualmente nel bosco da un cacciatore, da qui il nome Bonacatu, ossia buon ritrovamento.

All'interno della chiesa vi era un'antichissima immagine della Madonna che diede inizio al culto.

Una leggenda narra che durante i festeggiamenti in onore della Santa, un sacerdote celebrava la messa nel piccolo santuario.

Terminata l'elevazione il sagrestano si avviò per raccogliere le offerte, ma non trovando un piatto ne chiese uno in prestito a un venditore di maioliche che aveva esposto la sua merce proprio davanti al sagrato.

Questi rifiutò e un turbine improvviso sollevò un servizio intero di scodelle che andarono a conficcarsi sotto gli archetti della facciata.

Questo episodio ricorda in una certa misura altri episodi di punizione soprannaturale fatti di turbini e pietrificazioni tipici dei racconti della tradizione orale della Sardegna.

 

01 settembre 2016

Paola Angelotti
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