Nostra Signora di Bonaria

La leggenda della protettrice dei naviganti

25 marzo 1370: il mare è calmo, il vento favorevole e un veliero carico di merci salpa dalla Spagna alla volta dell'Italia.

Arrivato nel Canale di Sardegna, una burrasca improvvisa, come quelle che capitano a marzo, minaccia di sfar colare a picco la nave.

A nulla servono gli sforzi dell'equipaggio per tentare di governare l'imbarcazione e allontanarla dalla tempesta. Tutti sono ormai preparati al peggio, quando  il comandante ordina di disfarsi del carico, nella speranza che il veliero, alleggerito, possa almeno galleggiare.

Tutte le casse vengono gettate nel mare burrascoso, ed ecco il prodigio: quando la cassa più pesante tocca il pelo dell'acqua la tempesta si placa improvvisamente. All'orizzonte biancheggiano le torri di Cagliari.

La gioia dell'equipaggio si trasforma in meraviglia quando si accorge che la cassa  non va a fondo e, anzi, prima che  riescano a recuperarla, questa prende velocità,  trascinando sulla sua scia lo stesso bastimento.

La cassa si arresta sulla rada di Bonaria,  dove tutt'oggi svetta una colonnina, ormai inglobata nella scalinata, innalzata per commemorare l'evento.
I pescatori presenti provano a spostarla e ad aprire il cofano senza riuscirci, quando un bambino indica un simbolo mezzo scolorito, ma ancora visibile sulla cassa. La madre vi riconosce lo scudo dei frati Mercedari.

I fraticelli accorsero, dicendo di non aspettare alcuna cassa dal mare e decidono di portarla al priore affinché decidere cosa farne.

La cassa viene portata in chiesa da due fraticelli tra lo stupore della folla, perché nessuno era riuscito a spostarla di un millimetro.

Arrivati in chiesa e deposto la cassa, il coperchio viene aperto dal priore senza il minimo sforzo. All'interno apparve una statua lignea della Madonna col Bambino in braccio, una candela miracolosamente accesa e un panno sporco di sangue nella manica destra dell'abito.

Il popolo la invoca come Nostra Signora di Bonaria e si decide di collocarla in una cappella laterale della chiesa della Madonna della Mercede.

La mattina dopo, però i frati trovano le statua della Mercede nella cappella laterale e quella di Bonaria sull'altar maggiore.  

Pensando a una burla, rimettono le statue a posto e la notte successiva un frate decide di vegliare per vedere che accade.

Il povero frate si assopisce e quando si sveglia trova di nuovo le state invertite.

Le statue tornano a posto e si decide che per la notte veglieranno tre frati.

Nel corso della notte i tre assistono al prodigio: entrambe le statue si levano in volo e, scambiandosi un inchino al momento dell'incontro, presero l'una il posto dell'altra.

Fu così che la Madonna di Bonaria prese posto definitivamente sull'altar maggiore.

01 settembre 2016

Paola Angelotti
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